Investire in Borsa: i comportamenti virtuosi da assumere e quelli da evitare

Investire in Borsa: i comportamenti virtuosi da assumere e quelli da evitare

Aprile 17, 2021 Off Di expodigitale

I risparmiatori italiani, da sempre particolarmente attenti alla tutela del proprio patrimonio, sono rimasti letteralmente spiazzati da quanto avvenuto negli ultimi dieci anni. I titoli di stato, asset prediletto dalla maggior parte dei nostri connazionali, hanno visto incrinarsi, significativamente, il proprio appeal, a causa di rendimenti bassi o addirittura effimeri.

Basti vedere il rendimento lordo offerto attualmente dal BTP decennale: 0,65% lordo; un omologo quinquennale offre rendimenti negativi. Una netta inversione di rotta rispetto a quanto avveniva sino alla fine degli anni ‘90, quando i Buoni Poliennali emessi dal MEF fornivano rendimenti a doppia cifra percentuale.

Chi può supportare i piccoli risparmiatori quando investono in Borsa

In un contesto come quello attuale, i risparmiatori del Belpaese hanno dovuto rivedere, radicalmente, le proprie abitudini finanziarie, accettando, inevitabilmente, un po’ di rischio, anche basso, per vedere rivalutati i propri soldi. E guardando quanto avvenuto nell’ultimo decennio, nonostante le varie crisi – tutt’altro che effimere – accadute, la scelta è stata premiata con rendimenti superiori rispetto a quelli, miseri, offerti dai titoli di stato italiani.

Uno strumento finanziario al quale hanno fatto ricorso molti italiani, già noto grazie alla presenza quotidiana sui mass media più importanti, è quello azionario. Un mercato, come noto, che implica l’accettazione di un grado di rischio certamente non basso, in quanto esposto ad una volatilità spesso significativa e all’andamento della società della quale si acquistano le quote.

Acquistando azioni, infatti, si diventa soci, seppur in formato “mignon”, di un’azienda, partecipando agli utili (distribuiti sotto forma di dividendi) e al rischio d’impresa: nel malaugurato caso dovesse fallire, non si rientrerebbe nella categoria dei “creditori privilegiati” e si correrebbe il serio rischio di restare col cerino in mano.

Dove e come investire in Borsa, di conseguenza, assume un’importanza a dir poco fondamentale. Un utile consiglio, in tal senso, è quello di affidarsi alla consulenza online dei più importanti broker finanziari, che, per il tramite delle loro piattaforme, possono fornire degli utili suggerimenti ai propri utenti, come, a titolo esemplificativo, la possibilità di copiare le strategie adottate dai trader professionisti.

Diversificare gli emittenti, i settori industriali e le aree geografiche

Nessuno, per quanto ovvio, dispone della “sfera di cristallo” ed è in grado di fornire consigli che portino ad un rendimento certo e garantito: i mercati, infatti, spesso cambiano direzione all’improvviso. Avvalersi, tuttavia, della consulenza di un trader professionista, spesso in grado di anticipare i trend futuri dei mercati, può essere di grande supporto nell’attività finanziaria dei piccoli risparmiatori.

Quando si investe nel mondo azionario, un concetto come la “diversificazione” va assolutamente fatta propria. Mai investire, ad esempio, in unico emittente, in quanto l’utente si esporrebbe ad un rischio creditizio elevato e alla possibilità di restare col cerino in mano in caso di default. Il nostro paese, in tal senso, è pieno, ahinoi, di esempi poco edulcoranti: dai crack Parmalat e Cirio dei primi anni del nuovo millennio, sino a quello di alcuni istituti di credito di medio-piccole dimensioni avvenuti circa un quinquennio fa.

È indispensabile, di conseguenza, ripartire la cifra destinata all’equity del proprio portafoglio in più emittenti. Ma non solo. Quando si investe nel mercato azionario, è necessario non concentrare i titoli in un unico settore: se, a titolo esemplificativo, acquistassimo solo azioni Volkswagen e Toyota e il mercato automobilistico dovesse vivere un momento di crisi, i nostri risparmi diminuirebbero, significativamente, di valore.

Meglio diversificare, di conseguenza, anche per settore industriale, cercando, con l’ausilio di qualche piattaforma finanziaria, quei comparti che sono in grado di poter offrire dei potenziali discreti guadagni. La diversificazione, infine, deve avvenire anche per area geografica: meglio evitare di acquistare azioni di un unico paese, in modo da evitare la possibilità di essere esposti a rischi politici o economici dello stesso.