Codici a barre: la differenza tra EAN-13 e UPC-A

Codici a barre: la differenza tra EAN-13 e UPC-A

Maggio 30, 2022 Off Di expodigitale

Il codice a barre è un elemento molto utile in diverse circostanze. Quando parliamo di questo strumento ci riferiamo, infatti, ad un codice che è composto da alcune barre verticali e da diversi spazi bianchi tra le linee. Il codice a barre viene spesso decodificato e letto attraverso l’utilizzo di un apposito lettore ottico, che ha l’obiettivo di identificare tutti i dettagli che si riferiscono ad un determinato prodotto e che sono memorizzati proprio all’interno del codice a barre. Esistono sistemi di codici a barre di diverse tipologie e risultano molto utili a seconda delle necessità, con vantaggi che garantiscono una migliore organizzazione delle attività lavorative.

Che cos’è il codice EAN

Per cercare di capire che cosa sono il codice EAN e il codice UPC, dobbiamo definire esattamente che cosa si intende con codice a barre. Come abbiamo detto prima, il codice a barre si contraddistingue per delle barre verticali e degli spazi bianchi, in grado di essere decodificati da un lettore ottico.

Più in generale l’EAN, sigla che indica l’European Article Number, si riferisce ad una famiglia di codici a barre che vengono stabiliti a livello europeo per contrassegnare prodotti che vengono immessi sul mercato globale.

Nello specifico l’EAN viene assegnato a tutti quei prodotti che rispettano i criteri della GSI. Quest’ultima è un’associazione che ha come fine lo sviluppo di standard mondiali che devono essere rispettati in differenti settori. Il sistema europeo di certificazione riesce ad essere molto vantaggioso. Infatti i commercianti, leggendo il codice a barre con un apposito scanner, hanno la possibilità di definire meglio e in maniera molto rapida il tipo di prodotto e il prezzo che va applicato per la vendita.

In generale tutta l’organizzazione del lavoro, anche della grande distribuzione, viene facilitata, anche quando si tratta di realizzare inventare e di collocare i prodotti negli scaffali.

La differenza tra codici UPC-A e codici EAN-13

I codici UPC-A e gli EAN-13 obbediscono allo stesso compito, che è quello di indicizzare l’articolo nella grande distribuzione organizzata. Se vogliamo essere più precisi, i codici UPC-A costituiscono un sottoinsieme dei codici EAN-13.

La differenza principale si aveva soprattutto nel passato, quando, nel corso di una lunga tradizione, i codici UPC-A venivano utilizzati soprattutto negli Stati Uniti. Al contrario il formato EAN-13 era usato in tutto il mondo. Attualmente sono interscambiabili, perché le catene commerciali accettano entrambi i formati.

Come è formato il codice a barre EAN

Il codice a barre è formato da 13 numeri. Ma che cosa indicano in particolare queste cifre? Le prime tre fanno riferimento al Paese di origine del prodotto, visto che ogni Stato viene identificato da un codice in particolare.

Altre quattro cifre poi rappresentano l’indirizzo del produttore oppure quello del fornitore. Infine abbiamo cinque cifre, che si riferiscono al prodotto. L’ultimo numero in particolare funge da verifica e può risultare molto utile quando il computer non registra la lettura correttamente.

Come è formato il codice UPC

Il codice UPC, che significa Universal Product Code, è composto da elementi che possono essere intesi come multipli interi da uno a quattro. Si tratta di una particolare conformazione a moduli. Infatti in questi simboli ogni carattere è codificato tramite l’utilizzo di due barre e due spazi. Lo spessore totale che si viene a costituire consta di sette moduli.

I simboli UPC hanno due formati base. Questi sono rappresentati dal number system, con elementi collocati nel campo sinistro. Poi c’è un carattere di controllo centrale con dati del campo destro e infine troviamo il check digit e il carattere di stop. Questo almeno per quanto riguarda il primo formato. Il secondo formato invece è costituito da un unico campo dati.