Perché Ischia è così gettonata dai turisti

Perché Ischia è così gettonata dai turisti

Marzo 7, 2022 Off Di expodigitale

Una parte preponderante dell’economia dell’isola d’Ischia si basa oggigiorno sul turismo, anche se sono sopravvissute alle trasformazioni sociali degli ultimi decenni le due attività che in precedenza andavano per la maggiore: l’agricoltura, in particolare con la produzione vitivinicola, e la pesca.

Prima del 2019 negli hotel del territorio si contavano oltre 3 milioni di presenze, pari ad oltre 1/5 di quelle che si registrano annualmente nel complesso delle strutture ricettive di tutta la Regione Campania. Tedeschi, francesi, inglesi, russi, cechi, insieme, rappresentano più della metà del totale (ottenuto aggiungendoci gli italiani) dei turisti che ogni anno la scelgono. Sono queste le nazionalità straniere che fanno statistica in misura maggiore, ma in piccole percentuali ci sono visitatori provenienti dal mondo intero.

Ischia è così gettonata perché ha le terme, e sono per di più inserite in un meraviglioso contesto naturale e culturale che la fa diventare impareggiabile. Mare, montagna, storia, enogastronomia sono molto di più che una ciliegina sulla torta della sorgiva termale. Il magma primordiale del sottosuolo riscalda le acque piovane che scorrono a varie temperature (fino ai novanta gradi); le rocce potassiche permettono il processo di mineralizzazione. Il risultato finale è un toccasana, utilizzato negli stabilimenti e nei centri termali, per diversi disturbi, nelle vasche e per saune, irrigazioni, fanghi  e inalazioni, ma anche quintessenza per il benessere e l’estetica.

Il bagno può essere fatto anche a mare, grazie alle venti e oltre soffici spiagge, che si alternano alle coste rocciose del litorale. I fondali possono essere sia sabbiosi che scogliosi, incantevoli pure per fare snorkeling, data la ricchezza di flora e fauna marina.

Nel comune di Forio, a Citara, si trova sia l’omonima spiaggia, con aree anche libere, che l’imponente giardino termale Poseidon. Nel comune di Lacco Ameno, a San Montano, c’è sia la spiaggia che il parco idrotermale del Negombo. A cavallo tra i comuni di Serrara Fontana e Barano, la spiaggia dei Maronti, le terme di Cavascura e il parco Aphrodite Apollon. Nel comune di Casamicciola Terme il parco Castiglione; nel comune di Ischia, il Lido è a pochi passi dalla piazzetta e dalle pinete. Ognuna delle sei amministrazioni isolane è rinomata per qualcosa, ma non sono solo queste le sorprese che possono essere riservate.

C’è anche tanto verde (aggettivo che è infatti l’appellativo dell’isola), crescente in maniera direttamente proporzionale all’altezza sul livello del mare, verso la vetta del Monte Epomeo. Ma fitte selve di alberi e macchia mediterranea esistono pure in collina e sulle pareti verticali della fascia costiera. Finanche tante rocce, del particolare tufo locale, sono verdi. Scogli tufacei di varie dimensioni circondano il perimetro insulare, come il Fungo, sulla costa nei pressi di Corso Angelo Rizzoli, scoglio di dieci metri dalla sorprendente forma fungina. Oppure l’isolotto di Sant’Angelo. O ancora quello sul quale è stato costruito il simbolo inoppugnabile di Ischia, il Castello Aragonese.

Verrebbe da pensare che l’economia di sussistenza di vecchia data fosse basata sulla pesca. Anche se in alcune località era questa l’attività principale, è stata l’agricoltura, insieme all’allevamento di conigli, galline e maiali, ad essere prevalente. E questo si riflette anche sull’enogastronomia odierna. Le vigne e gli orti nei terrazzamenti ottenuti sui terreni scoscesi hanno da sempre rappresentato una grossa fetta della produzione agroalimentare ischitana. Attualmente risultano nei parecchi ettolitri di vino, con esiti anche pregevoli, come nel caso dell’Ischia DOP e dell’Epomeo IGP.

Tra agricoltori e pescatori c’è sempre stata una sinergia, che soprattutto in passato si concretizzava nello scambio di beni alimentari. Le tavole di tutti, oltre che di prodotti agroalimentari, non erano prive di pesci di stagione. Ancora oggi, in molti ristoranti vengono serviti palamiti, lampughe, dentici, orate, cernie, ricciole, spigole, orate, alici, molluschi e altre specie ittiche del Tirreno.